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Mercoledì, 24 di Maggio 2017 | Amministrazione
 

-> Caldaie legna/pellet

Biomassa per la produzione di energia termica

 "Trattiamo bene la terra dove viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli."

Questo antico proverbio Masai Masai rispecchia perfettamente quella che dovrebbe essere la mentalità odierna, rispetto al delicato rapporto tra uomo e ambiente. L´uso intensivo delle biomasse a scopi energetici presenta a seconda dei casi vantaggi e criticità.

Si può definire "biomassa" quei prodotti di origine forestale o agricola (includendo i loro residui ed escludendo i rifiuti urbani o zootecnici), provenienti cioè da colture spontanee, energetiche e tradizionali. Le biomasse ed i combustibili da esse derivate emettono nell´atmosfera, durante la combustione, una quantità di anidride carbonica più o meno corrispondente a quella che viene assorbita, in precedenza dai vegetali durante il processo di crescita. Bisogna comunque tenere presente che l´impiego delle biomasse ai fini energetici, produce quindi il rilascio di nuova anidride carbonica, principale responsabile dell´ effetto serra.

Tra i vantaggi nello sfruttamento di questo combustibile troviamo:

- biodegradabilità (in caso di versamenti accidentali di biocombustibile);
- assenza nei fumi di ossidi d´azoto e di particolato;
- possibilità di riciclo di residui di lavorazioni aziendali;
- contenuto costo di acquisto del combustibile;
- indipendenza dai paesi produttori di fonti energetiche fossili;
- disponibilità nel luogo di utilizzo;

come criticità riscontriamo:

- per necessità economiche di funzionamento, è una forma opposta a politiche di minimizzazione della produzione dei rifiuti;
- consumo di suolo fertile alimentare a causa della bassa densità energetica;
- richiesta di utilizzo di fertilizzanti;
- problemi di emissioni per il trasporto della fornitura provenienti spesso da molto lontano;
- produzione annua non costante;

Per questi motivi al momento siamo maggiormente indirizzati a proporre sistemi a biomassa prevalentemente per scopo termico. Proponiamo soluzioni tecnologiche per:


Legna CALDAIA A FIAMMA INVERSA


La caldaia a fiamma inversa, è un tipo di caldaia che grazie ad una particolare costruzione meccanica sviluppa la fiamma verso il basso.

Le caldaie a legna a fiamma inversa sono di tre tipi:

  • ad aspirazione atmosferica senza elettroventilatore
  • soffiate, ossia con ventilatore che lavora "in spinta" sui fumi
  • aspirate, cioè con elettroventilatore che lavora in aspirazione dei fumi

In quest´ultimo caso, a caldaia in esercizio e con elettroventilatore acceso anche aprendo lo sportello non esce fumo.

Uno dei suoi vantaggi è che vi si può riempire tutto il focolare di legna, senza che venga bruciata tutta insieme. Man mano che la legna viene consumata dal fuoco, scende verso il basso. Una carica di legna viene consumata in alcune ore ed è opportuno immagazzinare il calore prodotto in un proporzionato accumulo termico inerziale, anche per tutelare l´integrità delle caldaie a legna da condense ed incrostazioni corrosive; altra importante funzione dell´accumulatore termico inerziale è quella di rilasciare calore all´impianto di riscaldamento ad intermittenza e ad una temperatura più bassa di quella di lavoro della caldaia a legna, che è superiore ai 70 °C rendendola idonea anche con impianti a bassa temperatura. Lo scambio di calore in queste caldaie è di solito molto efficiente grazie a diversi “giri di fumo” che rallentano la fuoriuscita in atmosfera e perché sono equipaggiate di vari dispositivi, tra cui regolatori di tiraggio termomeccanici, apparato di controllo della temperatura fumi elettronico, ecc. Da ormai 7 anni utilizziamo caldaie a fiamma inversa con grande positivo riscontro della nostra clientela.


 

Schede tecniche caldaie a fiamma inversa OSA 

 

CALDAIA A PELLET 


La caldaia a pellet ha molte analogie con una caldaia tradizionale a gasolio o a gas, con la sostanziale differenza che il combustibile è legnoso e rinnovabile. Questa analogia permane anche nella modalità di accensione e spegnimento che risulta essere completamente automatizzabile in funzione di temperatura o altri parametri impostati dall’utente. Questo generatore può produrre sia acqua calda che aria calda, rendendola idonea anche in impianti canalizzati ad aria ( capannoni, serre, etc…). Altra interessante apparecchiatura è il solo bruciatore a pellet o a pellet agricolo, che può essere applicato su caldaie esistenti, evitando la sostituzione dei generatori ai quali viene solo sostituito il bruciatore. Dette modifiche possono essere effettuate per caldaie da 25.000kCal a 1.000.000 kCal con evidenti benefici in termini di emissioni con contenuti costi  d’esercizio.

 

Schede tecniche caldaie a pellet OSA  

Schede tecniche caldaie a pellet D´Alessandro

 

TERMOCAMINO AD ACQUA


Il termocamino idro o ad acqua (o camino termico) è un sistema per il riscaldamento domestico, che viene installato in casa e non in un apposito locale, alimentato a legna alternativo o affiancato a impianti alimentati a combustibili fossili (gasolio, gpl, metano), consentendo un risparmio economico. E’ collegato direttamente o tramite accumulo termico inerziale all´impianto di riscaldamento a radiatori o a pavimento. È in grado di offrire una resa globale del 70-80%, ma la resa all’acqua  scende normalmente fra il 50 ed il 70%. E’ comunque una buona soluzione anche in abbinamento a caldaie a pellet e solare termico.

E´ possibile utilizzare sistemi a biomassa in abbinamento a riscaldamenti ad alta temperatura (radiatori) e radianti a bassa temperatura, nonche integrati con sistemi solari termici o altri generatori di calore.


 

Schede tecniche termocamino TML 

 


  • 10 consigli per produrre energia TERMICA

10 consigli per produrre energia in campagna

Da pochi anni, per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero di esseri umani che vivono nelle aree urbane ha superato quello delle persone che vivono nelle aree rurali. Questo ci deve far riflettere, poiché le città sono tendenzialmente al collasso, e davanti ad una crisi globale come quella in atto e non certo in fase discendente, c’è da chiedersi se questa concentrazione di esseri viventi in aree improduttive (riguardo a cibo ed energia) sia realmente un bene. Le città consumano risorse e producono rifiuti in maniera esponenziale ed è forse il caso di pensare di “riruralizzare” le campagne che offrono ancora grandi vantaggi, se non altro in termini di autosufficienza.

Parlando di energia termica ecco 10 consigli per aiutarvi in questa scelta:

1. Anche se parliamo di produzione di energia, il primo punto non può che analizzare prima tutte le possibilità di ridurne l’esigenza, ricordando che l’efficienza costa 4 o 5 volte di meno della produzione.

2. Una volta individuate le reali necessità energetiche e attuato tutte quelle azioni per ridurne l’uso, affrontiamo l’analisi del sito.

3. Energia termica: prima scelta per la produzione di acqua calda sanitaria non può che essere quella del solare termico, avendo cura di pensare che se volgiamo ottimizzarne la produzione sia in estate che in inverno, i collettori solari dovranno essere rivolti a Sud inclinati di almeno circa 45°, inclinazione che di norma non corrisponde a quella media dei tetti (a meno di non essere in Tirolo). Pensate, dunque, a collettori piani in zone del Centro Sud ed eventualmente a collettori sottovuoto per le zone a Nord.

4. Per la produzione del riscaldamento, è opportuno analizzare l’area e verificare quale combustibile sia più facilmente reperibile in zona. Non orientatevi, ad esempio, verso una caldaia a nocciolino se in zona non vi sono produzioni cospicue di nocciole. Sembra banale, ma vi garantisco che accade spesso di essere affascinati da una soluzione che di fatto crea dipendenza da fornitori monopolistici.

5. La legna a ciocchi è senz’altro il combustibile più semplice da reperire anche se non il più economico, ma ricordatevi che la gestione di questa biomassa comporta lavoro! Si dice che la legna scaldi due volte, mentre la si taglia e gestisce e quando la si brucia! Ho visto molte persone entusiaste di andare a legna, ma altre infelici per il lavoro che questa comporta.

6. Qualora decidiate di riscaldarvi con la legna, è possibile scegliere tra tra varie soluzioni divise tra termocamino e stufe (a fiamma naturale o a gassificazione). Considerate che nel termocamino potrete bruciare tendenzialmente solo legna da ardere (es. quercia, carpino, leccio), mentre nelle stufe potreste bruciare anche legni meno adatti al camino, ma a volte notevolmente più economici, provenienti da scarti di lavorazione (es. castagno, rovere, o bancali in pino).

7. Una possibilità molto campagnola è quella della termocucina che oltre a scaldare eventuali radiatori (nelle vesioni idro) può essere utilizzata per la cottura ecologica ed efficiente dei cibi. Valutate che in estate sarà difficile poterla utilizzare per la cucina.

8. Un’altra alternativa alla legna a ciocchi è il cippato di legna. Ottimo combustibile, se ad esempio viene prodotto dalla vostra azienda di campagna come sottoprodotto di una lavorazione agricola (es. cippatura delle potature di olivo), ma se deve essere cippato appositamente per la vostra caldaia considerate nel processo il bilancio energetico (cippare costa energia) e anche eventuali problemi di stoccaggio con il materiale verde che può dare problemi di fermentazione.

9. Se invece avete optato per il termocamino, considerate la possibilità di inserire un accumulo termico inerziale di appropriate dimensioni altrimenti, per mantenere i termosifoni in temperatura, assomiglierete più ad un fuochista di locomotive a vapore che ad un gentelman di campagna.

10. Se vi siete resi conto che la la legna ed il cippato non fanno per voi, allora forse il pellet potrebbe essere la vostra strada. La caldaia a pellet è facile da gestire e si accende e si spegne automaticamente come una caldaia a gas. Prendetela in considerazione qualora utilizziate la casa solo saltuariamente dove anche una scheda GSM la può accendere a distanza.

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Ultimo aggiornamento: 21:56 - 16/03/2016 | Amministrazione | Gruppo Web